L’idea di un progetto comune che possa coinvolgere più forme artistiche intorno al teatrodanza nasce durante gli anni della formazione. Nel 2004, ultimo anno di accademia professionale, viene realizzato “Alice Underground”, spettacolo di teatro-video-danza in occasione del Valsassina Festival, un evento al quale hanno collaborato gli allievi di scenografia dell’Accademia di Brera e l’orchestra d’archi del conservatorio Verdi di Milano. La video installazione è curata da Elisa Ferrari (danzatrice e video maker) nasce dal desiderio di cooperazione profonda con il lavoro teatrale e coreografico curato da Davide Manico. Dopo il diploma la compagnia prende forma con il fine comune di esplorare nuovi linguaggi e con l’intento di ristabilire il valore comunicativo dell’arte cercando (forse coraggiosamente) di avvicinare al teatro danza ogni fascia di pubblico, senza pregiudizi, in un periodo in cui la ricerca in Italia va in tutt’ altra direzione. Ristabilire una comunicazione con il pubblico meno preparato, seppure terra-terra, senza rinunciare alla qualità, bensì lavorando con la logica del tranello: un meccanismo seppur banale basato sull’idea di intrappolare l’attenzione attraverso l’uso di immagini, colori, leggerezza, musica pop. Un codice condiviso dunque, talvolta nazional popolare, per poi sferrare un colpo secco e doloroso, metter di fronte allo spettatore uno specchio deformante che sia in grado di mostrare alla società la sua coscienza inquieta. Nascono così “Come distrarre il lupo mannaro”, sulle paure della contemporaneità, “Amore e Psiche”, quando si dice l’amore è cieco, “Il buco senza la ciambella”, un omaggio a Vanessa Beecroft sul tema dell’anoressia, “Finisterrae” sul territorio dolce e amaro dell’adolescenza. Nel 2005 nasce “Di Violetta e altre Traviate” sul dramma dell’incomunicabilità tra esseri umani: e’ bello pensare che le balene si scambino segnali sonori a distanza di chilometri; e gli uomini invece, si sfiorano, si amano, si guardano, ma spesso parlano lingue sconosciute. “La speranza è un essere piumato”, l’ultimo lavoro della compagnia, è nato dalla voglia di esprimere attraverso il corpo, la voce, il canto, il desiderio di non aver peso e di librarsi come un Albatros nell’elemento aria. Ovviamente l’omaggio è a Baudelaire, e al suo poeta dalle ali così grandi da impedirgli di camminare. Con il progetto “Respiro” la compagnia ha portato il teatrodanza nei reparti di ematologia pediatrica. La compagnia è Davide Manico (regista, coreografo), Elena Varesi (danzatrice, grafica), Elisa Ferrari (danzatrice, attrice, videomaker), Roberta Maffioletti (danzatrice), Sara Catellani (danzatrice), Valentina Tonelli (danzatrice, attrice), Carmen Piga (attrice, training attori), Marco Masello (organizzazione, drammaturgia).
Davide Manico
Laureando in Storia e critica della letteratura contemporanea, Davide Manico alterna la sua attività di docente a quella di creativo all’interno della compagnia di teatrodanza da lui diretta e fondata. Il recente incontro diretto con i danzatori storici del Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch rappresenta per lui un momento fondamentale nel suo percorso formativo.
Diplomatosi in Professione MAS sotto la direzione artistica di Susanna Beltrami, oggi è docente di laboratorio coreografico all’interno delle accademie Professione MAS e TV Show.
Studia teatro danza con Malou Airaudo, Beatrice Libonati, danza contemporanea con Rehinild Hoffmann, Susanne Linke e Urs Dietrich.
Nelle edizioni dal 2002 al 2004 è danzatore in “La sagra della primavera” di Stravinsky con Luciana Savignano sulle coreografie di Susanna Beltrami al Teatro Franco Parenti di Milano, e nello stesso periodo danza in “Remi Grondanti” ed in “Cristallino eco” per le coreografie di Davide Montagna.
Nel maggio 2004 debutta come autore e coreografo di “Alice Underground”, spettacolo di teatro danza e videodanza con orchestra d’archi diretta dal Maestro Amedeo Monetti e in collaborazione con l’accademia delle Belle Arti di Brera. Interpreta il ruolo di Fritz nello “Schiaccianoci” e sempre nello steso anno è Mercuzio nel “Romeo e Giulietta” per le coreografie di S. Beltrami.
Nel 2005 è attore per la compagnia Spazio Studio Atto Primo. Nel maggio con la produzione “Di Violetta e altre Traviate” di cui è autore e coreografo, avvia un progetto artistico che coinvolge giovani danzatori e attori partecipando alle edizioni dello stesso.