The temptation of St. Anthony di Bob Wilson e Bernice Johnson Reagon
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Ispirato all’omonimo romanzo del XIX secolo scritto da Gustave Flaubert, The Temptation of Saint Anthony è un nuovo e originale spettacolo musicale ideato e diretto dal regista Robert Wilson su musica e libretto di Bernice Johnson Reagon. Questi due straordinari maestri hanno collaborato per produrre questo sorprendente spettacolo.
Profondamente legato alle radici musicali della cultura afroamericana, The Temptation of Saint Anthony ha un cast composto da cantanti e ballerini afroamericani. Daniel Dodd Ellis interpreta il ruolo di Sant’Antonio, mentre la celebre cantante e compositrice newyorkese Helga Davis è Ilarione. I due protagonisti sono sostenuti gloriosamente da un ensemble vocale di 14 performers e accompagnati dal vivo da una band diretta da Toshi Reagon.
A partire dalla figura di sant’Antonio nel romanzo di Flaubert, lo spettacolo pone fondamentali interrogativi circa il peccato, la bontà e le tentazioni della carne. L’ispirata collaborazione creativa di Bernice Johnson Reagon (che ha fondato e diretto l’ensemble a cappella Sweet Honey in the Rock ed è curatrice del Museo di Storia Americana dello Smithsonian Institute) vede una partitura che va dagli spirituals, blues, shout, gospel, inni, jazz e doo wop fino all’hip hop e al rock. Nella regia di Wilson, il palco è inondato di colori, la messa in scena enfatizzata e alimentata dalla potenza della musica.
Nelle mani di Wilson e della Reagon, sant’Antonio diviene il simbolo dell’individuo in cerca di risposte universali a domande quali la dicotomia tra bene e male, il senso della vita e la natura di Dio, la natura, la storia, la morale. Nel libretto della Reagon The Temptation of Saint Anthony celebra lo straordinario potere della voce umana di opporsi alla disperazione e all’ingiustizia.
Nel 2004, il New York Times ha definito Robert Wilson come ‘una pietra miliare nella storia del teatro sperimentale’. Il suo lavoro integra un’estesa varietà di modalità artistiche, che combinano il movimento, la danza, l’illuminotecnica, il design di arredamento, la scultura, la musica e il testo in un insieme armonico.
Bernice Johnson Reagon è compositrice, cantante, ricercatrice universitaria, produttrice musicale, autrice, relatrice e attivista. La sua carriera, più che quarantennale, inizia con la sua partecipazione al Movimento dei Diritti Civili quand’era ancora studentessa ad Albany in Georgia dov’è nata e attualmente è curatrice del Museo di Storia Americana dello Smithsonian Institute. Ha ottenuto riconoscimenti per la sua pioneristica attività come studiosa, insegnante e artista nella storia e nell’evoluzione della cultura afroamericana con numerosi premi, che includono tra gli altri il MacArthur Genius Fellowship, l’Heinz Prize for the Arts and Humanities e la Presidential Medal for contribution to public understanding of the humanities.
La direzione musicale è affidata a Toshi Reagon nota per le sue energiche performance e un raro talento per la composizione di canzoni impegnate che stimolano allo stesso tempo negli ascoltatori il pensiero e il divertimento. Matura interprete dal vivo, ha meritato innumerevoli recensioni positive nei diversi anni di carriera. Il New Yorker ha scritto: ‘(Toshi) fa piovere sul pubblico retro funk, urban blues e folk con un fervore evangelico. Ascoltare per credere’. La sua band BIGLovely si esibisce da 1996 e i musicisti della band suonano con lei in questa produzione.
The Temptation of Saint Anthony ha debuttato in prima mondiale alla Ruhrtriennale di Duisburg in Germania nel 2003, da allora ha visto il tutto esaurito nei maggiori teatri europei, dal BAM di New York, all’Opera Garnier di Parigi e al Melbourne International Arts Festival in Australia.
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Riccardo Leonardi lo ha visto per noi...
La performance della compagnia di Robert Wilson e Bernice Johnson Reagon rappresenta la fusione di molteplici elementi teatrali e musicali, e scaturisce in un risultato alquanto inaspettato.
L’adattamento del testo di Flaubert appare particolarmente riuscito, ed integrato nell’anima afroamericana dello show, che non manca di utilizzare tutti gli stili musicali tipici di quella realtà - gospel, blues, folk, jazz, hip hop - e di farli propri seguendo un filone narrativo semplice ed incisivo.
La compagnia formata da 16 validi artisti appartenenti a varie generazioni e con un range vocale assai variegato, sorprende per la totale armonia vocale che viene utilizzata in modo fluido ed avvolgente. Le voci soliste emergono e si tuffano nuovamente nella coralità dell’ensemble, carezzando, graffiando, incidendo le parole di significati veri e profondi.
La band che accompagna e supporta brillantemente solisti e coro, esprime con chiarezza tutti gli stili musicali utilizzati rendendo insostituibile ognuno di essi all’interno del sound globale che caratterizza la performance.
Le coreografie, svelano come il linguaggio del corpo non abbia bisogno di artifizi coreografici, ma possa utilizzare il movimento e la musica per creare sempre nuove espressioni e suscitare emozioni forti.
Le scenografie sono essenziali, ma bastano a caricarsi di luci e colori sempre nuovi, scena dopo scena, dando la giusta intensità a veri e propri “quadri” che si susseguono l’uno dopo l’altro, caricati da forme sinuose e da movimenti di scena che ondeggiano, schizzano fluidi e rendono dinamico lo spazio, attraverso l’uso di schemi sempre nuovi.
Uno spettacolo emozionante, intenso, profondo e sempre attuale nelle tematiche trattate.
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